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Diritto di critica | August 1, 2021

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La politica e il dito medio - Diritto di critica

Fassino è solo l’ultimo in ordine di tempo. Ad alzare il dito medio verso i contestatori, infatti, negli anni sono stati Maurizio Gasparri, Daniela Santanchè, Umberto Bossi, Silvio Berlusconi, Roberto Formigoni, Roberto Calderoli, Mario Borghezio e Beppe Grillo.

Fassino, insomma, pizzicato in un video che lascia poco spazio alla fantasia, ieri è stato solo l’ultimo della serie ed è andato ad aggiungersi alla lista di politici che – salvo criticare Beppe Grillo per i suoi “vaffa” urlati alle folle – hanno alzato almeno una volta il dito medio nei confronti dei cittadini, un errore grossolano nella comunicazione esterna. Soprattutto quando a fare un simile gesto è il sindaco di una città verso i suoi cittadini che – a torto o a ragione – lo contestano.

Oggi in una nota il sindaco di Torino e presidente dell’ANCI ha spiegato la sua versione: «Un ristretto gruppo di ultras ha ritenuto di aggredirmi e insultare me e la mia famiglia preventivamente, persino con lancio di pietre, cosa che ha provocato una mia istintiva e umana reazione, di cui naturalmente mi rammarico». Secondo Fassino, «comportamenti intimidatori non sono tollerabili. E comunque la mia reazione non era certo rivolta ai veri tifosi» […]  «Ho voluto essere presente al Filadelfia su esplicito invito del presidente della Fondazione Filadelfia e l’ho fatto ben volentieri perché consapevole di quanto il Torino sia parte integrante della storia della Città. Un gesto peraltro apprezzato da molti presenti, tra cui storici cuori granata come Giampaolo Ormezzano e Gian Carlo Bonetto».

Fassino, che non spiega per quale motivo avesse in un primo momento negato categoricamente di aver risposto agli insulti con il medio alzato, ha concluso: «Questi episodi non devono farci dimenticare che la giornata di ieri era dedicata alla commemorazione del Grande Torino e all’avvio finalmente della ricostruzione del Filadelfia, di cui questa Amministrazione e il Torino FC, dopo tanti anni, sono primi protagonisti. Sono questi i valori che contano mentre – ribadisce – non sono in alcun modo tollerabili comportamenti intimidatori e aggressivi, terreni di coltura di violenze che, come si è visto a Roma, portano a tragedie». Già, i valori.

@emilioftorsello

 

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Comments

  1. I “vaffa” di Grillo non sono indirizzati ai cittadini, ma ad una classe politica e dirigenziale che ha ridotto il paese nelle condizioni in cui ci ritroviamo. Bella differenza indirizzare il dito medio a chi contesta nelle piazze e tra chi lo indirizza ai veri responsabili. Come al solito la disinformazione del ” tutto nel calderone” è tipica di questa Italia.