La ”battuta” di Marino sulle droghe e i manifesti del Comune

Ve lo immaginate un padre che – fosse anche solo per scherzare – dica al proprio figlio: “Sono fortemente attratto da qualunque sostanza stupefacente ma non ne ho mai utilizzata nessuna, perché ho paura da un punto di vista medico. Certo mi sono molto interrogato. perché quando abbiamo avuto in città i Rolling Stones, vedendo il batterista, a quasi 75 anni, suonare senza interruzione con un’energia incredibile… diventa poi difficile spiegare ai tuoi figli che non devono utilizzare sostanze”. Come molti sanno, si tratta di parole pronunciate non da una persona qualsiasi al bar, ma dall’attuale sindaco della Capitale, Ignazio Marino, che ha liquidato poco dopo questa come una battuta fatta durante la nota trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”.

E mentre il sindaco ha annunciato di volersi ricandidare nel 2018, a fronte di una città che sta andando sempre più alla deriva, tra mezzi pubblici inefficaci e cittadini che ogni giorno di più devono fare i conti con disservizi sempre più paradossali, ci si chiede se Marino abbia chiara davanti a sé l’opportunità sul fare o meno una battuta di quel tipo durante una trasmissione così famosa e nella carica che riveste. Il sottoteso, infatti, di quell’affermazione scherzosa è molto chiaro: “vorrei ma non posso”, per tacer di quel “diventa poi difficile spiegare ai tuoi figli che non devono utilizzare sostanze”, quasi fosse una causa di forza maggiore, un’assurdità in termini dire che le droghe uccidono e bruciano il cervello. Ci si domanda poi come faccia il sindaco di Roma a sapere che il batterista dei Rolling Stones è arrivato a 75 anni con quell’energia grazie alle droghe.

Certo, quanti vorrebbero legalizzare le sostanze stupefacenti diranno che si è trattato solo di una battuta in un Paese di bacchettoni. Eppure, quanto detto da Marino ricorda un altro scivolone rimediato dal Comune di Roma con un manifesto contro le droghe che inviava ben altri messaggi e di cui già parlammo diverso tempo fa.

Per tacer del sindaco, dunque, sarebbe il caso che il Comune di Roma inviasse ai propri cittadini messaggi ben diversi. Più decisi e ragionati, senza perdersi troppo in battute che sminuiscono o – peggio – rendono allettanti sostanze che annichiliscono coscienza, neuroni e persone.

@emilioftorsello

 

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress