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Diritto di critica | September 17, 2021

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"Nessuna violenza sulla ex", il tribunale scagiona Massimo Di Cataldo

Il cantante romano poco più di un anno fa era stato accusato di aver colpito la sua ex compagna provocandole un aborto. Su Facebook era diventato il "mostro"

Poco più di un anno fa è stato crocefisso su Facebook. “Sei un fallito”, “Sei una bestia”. Il cantante Massimo Di Cataldo, noto degli anni novanta e caduto nell’oblio dopo il 2000, nel luglio 2013 era stato duramente contestato sui social network dopo che la sua ex compagna aveva pubblicato una sua foto con il naso sanguinante e dopo aver rilasciato un’intervista nella quale accusava il cantante di averle, con percosse, provocato un aborto.

Di Cataldo innocente. “Di Cataldo colpevole di violenza sulle donne”, questa la sentenza del popolo del web. E i giornali a rimorchio di Facebook si erano schierati contro il cantante, senza batter ciglio. Ma Di Cataldo è innocente. L’innocenza di Di Caltaldo è stata sancita dall’unico organo deputato ad emettere sentenze: il tribunale. Nello specifico le indagini sono state condotte da pm Eugenio Albamonte che ha chiesto ed ottenuto dal gip del Tribunale di Roma, Elvira Tamburelli, l’archiviazione dell’inchiesta.

Ma rimarrà per sempre un mostro. Dopo le sentenze del web e articoli di giornale in cui si analizzava il (presunto) comportamento del cantante che sarebbe stato provocato dai suoi fallimenti professionali, nessuno – che solo un anno fa ha puntato il dito – oggi ha chiesto scusa. Lui rimarrà il “mostro”, vittima di chi ha solamente cercato un po’ di visibilità.

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