L’Italia e i furti di opere d’arte, siamo primi al mondo

Scritto per noi da Cinzia Giorgio L’Italia è il maggior fornitore mondiale per il traffico illecito di opere d’arte. Una delle piaghe che affliggono il Bel Paese è infatti il furto di reperti archeologici e di opere d’arte. L’Italia detiene, da sola, circa il cinquanta per cento del patrimonio mondiale fra bellezze artistiche, naturali e… Continua a leggere L’Italia e i furti di opere d’arte, siamo primi al mondo

Lampedusa, “l’invasione” dei giovani tunisini che cercano lavoro e dignità

“Una vera e propria migrazione umanitaria”, più che politica: persone disperate, alla ricerca di lavoro, dignità e di un progetto di vita, per reagire a un “profondo disagio sociale”. Mourad Aissa, tunisino, direttore del centro di accoglienza per rifugiati di San Lupo (gestito dal consorzio Connecting people), racconta a Diritto di critica l’ “altra faccia”… Continua a leggere Lampedusa, “l’invasione” dei giovani tunisini che cercano lavoro e dignità

Liberati e subito arrestati dalle autorità egiziane: il destino-beffa dei profughi del Sinai

Un’odissea senza fine, un incubo che dura da mesi. E che si conclude con una terribile beffa: arrestati dalle autorità egiziane. E’ stato questo il destino di 27 profughi eritrei, dopo essere stati liberati dai predoni a seguito del pagamento del riscatto.  Un’azione che vale già come una condanna: il rischio è che vengano rispediti… Continua a leggere Liberati e subito arrestati dalle autorità egiziane: il destino-beffa dei profughi del Sinai

Continua l’odissea dei profughi eritrei: “cento sono stati spostati”

“Cento di loro sono stati spostati”. A lanciare l’allarme è ancora una volta don Mussie Zerai, sacerdote eritreo fondatore dell’Associazione Habeshia, che da giorni segue la vicenda dei 250 profughi eritrei sequestrati al confine tra Egitto e Israele e segregati nel deserto del Sinai. Zerai è stato contattato in mattinata da alcuni profughi, che hanno… Continua a leggere Continua l’odissea dei profughi eritrei: “cento sono stati spostati”

A piedi, in pullman, dentro un container: «così sono arrivato in Italia»

A piedi attraverso l’Iran e le montagne del Kurdistan, poi in pullman fino al porto greco di Patrasso e di qui – stipati in un container – fino ad Ancona. Quando lo incontro, Muhammar, 24 anni, mi sorride e fa cenno di avvicinarmi. Chiacchiera insieme ad alcuni ragazzi africani nel cortile del centro di Accoglienza della… Continua a leggere A piedi, in pullman, dentro un container: «così sono arrivato in Italia»