Il partito dell’amore è ormai morto e sepolto. Dopo il referendum che è stata l’ennesima sberla ricevuta da parte degli elettori, in due giorni il Pdl camuffatto da PdA, diventa rabbioso. Prima Stracquadanio dà dei “fancazzisti” agli elettori di sinistra, poi Brunetta chiama “la parte peggiore dell’Italia” alcuni precari che gli facevano una domanda.
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Cina: la censura del governo si abbatte anche sui social network
Non si placa la censura del governo di Pechino sui blog o i social network che trattano argomenti indigesti al regime cinese. Temi come l’indipendentismo del Tibet, l’anniversario della repressione di piazza Tienanmen, il movimento spirituale di Falun Gong, sono fortemente osteggiati dalle autorità, che ne limitano la diffusione su internet. Ultimo caso è quello… Continua a leggere Cina: la censura del governo si abbatte anche sui social network
Al Jazeera: in diretta dall’Egitto ma solo sul web
C’era una volta la CNN. La guerra in diretta tv e quei raid aerei che tenevano incollati davanti al teleschermo milioni di attoniti spettatori. Sono passati 20 anni dalla Guerra del Golfo, cambia il mondo, cambiano i media, mutano i conflitti: da Baghdad al Cairo, da un canale televisivo statunitense all’edizione on line di un’emittente del Qatar.
Wikileaks, il nuovo “cane da guardia” del potere. Grazie al web
C’è un terremoto senza precedenti che scuote le sedie dei potenti. Si chiama Wikileaks, il sito dell’australiano Julian Assange. Un terremoto che intacca egemonie consolidate e equilibri precostituiti, nell’informazione come nella politica.
