Calciopoli: quando all’Inter andò “lo scudetto degli onesti”
La relazione del procuratore Palazzi inguaia i nerazzurri, il Consiglio Federale potrebbe revocare il tricolore assegnato nel 2005-2006
Scritto da Alessandro Proietti il 6 luglio 2011 in Editoriale / Sport
Anche l’Inter è coinvolta, anche l’Inter è colpevole. Anche l’Inter intratteneva rapporti volti ad assicurarle vantaggi in classifica. La relazione del procuratore federale Stefano Palazzi è impietosa: non lascia adito a dubbi e chiama in causa soprattutto l’ex presidente nerazzurro Giacinto Facchetti. La storica bandiera interista, per il suo rapporto privilegiato con i designatori arbitrali, Bergamo e Pairetto, avrebbe violato gli articoli 1 e 6 del Codice di Giustizia Sportiva. L’illecito sportivo è emerso dalle nuove intercettazioni telefoniche attraverso le quali si evince la condotta del dirigente interista volta “al condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale, con la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che dovrebbero necessariamente connotare la funzione arbitrale”.
Cosa sarebbe accaduto se queste intercettazioni fossero state al vaglio degli inquirenti nel 2006 e perché si scelse di non prenderle in considerazione. Lo scudetto della stagione 2005-2006 fu tolto alla Juventus e assegnato all’Inter dopo ‘attenta valutazione’ di un comitato di tre saggi, creato ad hoc dall’allora Commissario Straordinario della Figc, Guido Rossi. Cosa avrebbe comportato un’eventuale penalizzazione dell’Inter nel campionato o nei tornei seguenti, qualora fosse stata provata l’ eventuale condotta antisportiva del club nerazzurro?
Nell’aprile del 2010, nell’ambito dell’inchiesta ‘Calciopoli bis’, furono ammesse nuove intercettazioni e la Juventus presentò un esposto al Coni, alla Figc e alla Procura Federale chiedendo che fosse rivista la decisione di assegnare lo scudetto del 2005-2006 all’Inter. Il reato, ad oggi, s’intende prescritto, ma lo stesso procuratore Palazzi ha precisato che “alla prescrizione si può anche rinunciare”. L’Inter, dal canto suo, in questi anni si è sempre dichiarata ‘parte lesa’ e non è intenzionata a restituire il titolo tricolore. Moratti si è detto indignato per le accuse di Palazzi e per il riferimento al compianto Facchetti. Ancora è da valutare se il Consiglio federale, che si riunirà il prossimo 18 luglio, potrà revocare lo scudetto all’Inter.
Il quadro che emerge dalle nuove intercettazioni lacera ancor di più il mondo del calcio italiano. Rivolgersi ai designatori arbitrali prima di una gara o per ricevere trattamenti di favori era una pratica diffusa? E’ stata sempre questa la tesi difensiva di Luciano Moggi. La Juventus è stata sempre considerata, dagli inquirenti, al centro di ‘un vero e proprio sistema organizzato’, ma perché l’Inter non è stata penalizzata, così come accaduto per Milan, Lazio, Fiorentina e Reggina?
La società nerazzurra “risulta essere l’unica – precisa il procuratore Palazzi nel suo rapporto di 72 pagine – nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo”. La Roma, giunta quinta in classifica nella stagione 2005-2006 e balzata in seconda posizione dopo le sentenze definitive, rivendica l’assegnazione ‘morale’ di quello ‘scudetto degli onesti’, visti gli ultimi sviluppi. La Juventus tace, ma l’ex presidente Cobolli Gigli vorrebbe che fossero chiarite le motivazioni che portarono all’assegnazione del tricolore all’Inter, senza che fossero prese in considerazione le intercettazioni riguardanti Facchetti e i designatori arbitrali.
Luciano Moggi, ex direttore generale della Vecchia Signora, non nasconde la sua soddisfazione per la relazione di Palazzi, convinto che l’Inter abbia “oltrepassato i limiti, con la violazione dell’articolo 6”. E pensare che la proposta di radiazione, accolta in primo grado, per Moggi, Giraudo e Mazzini, ha come fondamento la violazione del ‘solo’ articolo 1.


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