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Diritto di critica | September 17, 2021

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L’India pensa di affossare la legge che vieta il lavoro minorile

vittime di trattaGli attivisti sostengono che i bambini, attualmente, sono sfruttati per la fabbricazione di prodotti venduti, poi, sulle strade delle città europee e occidentali. La scorsa settimana la polizia di Delhi ha tratto in salvo 21 ragazzi, vittime di tratta nei laboratori di abbigliamento della colonia Gonda Chowk. Alcuni dei piccoli sono stati ritrovati nascosti in alcuni sacchi. Il più giovane aveva sette anni. I bambini hanno raccontato alle forze di polizia di aver lavorato fino a 16 ore al giorno per una paga di 20 rupie (circa 0.30 centesimi di euro) a settimana.

L’operazione è il risultato di un’attività congiunta tra la polizia indiana, il magazine britannico The Observer e i gruppi che lottano per combattere lo sfruttamento minorile nei laboratori clandestini dove si realizzano marchi contraffatti delle più note marche occidentali. Un portavoce dell’associazione “Bachpan Bachao Andolan” ha riferito che i bambini venivano impiegati per lavori di ricamo in una condizione di lavoro forzato e in ridotti in schiavitù all’interno di 11 laboratori. La polizia ha arrestato i sette presunti datori di lavoro. Complessivamente, sono stati tratti in salvo 38 bambini nella regione del Punjab e a nord-ovest di Delhi.

Il Parlamento indiano lo scorso anno aveva approvato una modifica alla legge che renderebbe, per i datori di lavoro, l’impiego degli under-14 punibile fino a tre anni di carcere. La normativa attuale vieta l’assunzione dei bambini sotto ai 14 anni solo per le occupazioni pericolose. La decisione di introdurre il nuovo “Child and Adolescent Labour (Prohibition) Act” è stata presa lo scorso agosto dopo l’inchiesta dell’Observer che aveva portato alla liberazione di più di 40 bambini, vittime di tratta, su un treno e all’arresto di 20 trafficanti. Il governo ha, inoltre, proposto di introdurre una modifica di legge riguardo al divieto di traffico di minori e di tratta per il lavoro forzato. La modifica alla normativa consentirebbe condanne dai sette anni all’ergastolo.

 L’Observer ha più volte denunciato i tentativi di sabotare la legge. Secondo i dati del governo indiano, ora, sono circa cinque milioni i bambini che lavorano nel paese (in diminuzione dai nove milioni del 2005). Gli attivisti sostengono, però, che il numero è rivisto al ribasso: sarebbero, infatti, circa 50 milioni i minorenni sfruttati. Molti di questi bambini sono vittime di tratta delle bande criminali. Almeno 100mila scompaiono ogni anno dalle proprie case (274 al giorno) e solo il 10% viene registrato come “ufficialmente disperso”. Il programma del governo indiano “National Child Labour Project” è riuscito a salvare 354.877 bambini, nei 25.006 procedimenti giudiziari disposti in questi ultimi tre anni. Altri documenti governativi mostrano che tra il 2008 e il 2012 sono stati segnalati 452.679 casi di lavoro e traffico di minori. E, a seguito dei più di 25mila procedimenti, solo 3394 datori di lavoro sono stati condannati.

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