Brasile, esplode la protesta contro i Mondiali

confederations cupNon si placa la manifestazione, a tratti pacifica, di centinaia di migliaia di persone nelle più importanti piazze del Brasile. I dimostranti, la gran parte dei quali studenti, si sono dati appuntamento via Facebook. Il corteo più numeroso, circa 30 mila persone, è stato organizzato a San Paolo. A Belo Horizonte, in occasione dell’incontro Thaiti-Nigeria, le squadre antisommossa della polizia militare hanno utilizzato pallottole di gomma e gas lacrimogeno per disperdere la folla.

Altri manifestanti, nella capitale Brasilia, hanno sfilato accanto al Parlamento prima di salire sul tetto al grido ‘‘Il Parlamento è nostro’’. Motivo della discordia: le spese, giudicate eccessive, in vista dei prossimi mondiali di calcio del 2014 e il rincaro dei mezzi pubblici. Attualmente, il Brasile sta ospitando la Confederations Cup, kermesse calcistica di importanza internazionale e il prossimo anno la Coppa del Mondo.

Preoccupata la presidente Dilma Rousseff, fischiata sabato durante la cerimonia inaugurale. Il movimento ‘‘Copra pra quem’’ (il mondiale per chi?) ha rivolto le proprie accuse contro il governo federale per aver sfrattato migliaia di famiglie per far posto a parcheggi e nuove strutture che ospiteranno i tifosi di tutto il mondo durante il mondiale del 2014. Inquieto per il carattere violento delle manifestazioni è il segretario generale alla presidenza brasiliana, Gilberto Carvalho. Il governo cercherà di dialogare con i movimenti di protesta che, al momento, non sembrano avere una matrice condivisa.

L’allenatore del Brasile Luiz Felipe Scolari, dal canto suo, cerca di riportare l’attenzione sul calcio giocato. “La Selecao è del popolo – ha spiegato alla vigilia della partita col Messico –. Siamo loro e cerchiamo di dare alla gente ciò che si aspetta da noi: una squadra che cresca e che possa rappresentare degnamente il Brasile. I calciatori – ha ammonito Scolari – fanno solo il loro lavoro. Non interferiamo in altri settori che non ci competono. I brasiliani hanno tutto il diritto di protestare, è comune e normale in una democrazia. L’importante è che tutto venga fatto in maniera pacifica. Vedremo – ha aggiunto il coach carioca – se certe dimostrazioni saranno percepite in modo adeguato dal nostro governo o da chi di dovere. Faccio un appello affinché tutto si svolga senza violenza, è ciò che noi chiediamo alla gente”.

Di Alessandro Proietti

romano, 28 anni, è giornalista professionista, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Mi sono laureato in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo alla Sapienza. Ho collaborato con le redazioni “All News” e “Sport” di Radio Rai, con l’emittente televisiva 7 Gold. Nel 2007 ho conseguito un diploma di “Cinema e televisione” presso l’Ucla di Los Angeles. Ho collaborato, inoltre, con l’Agi nelle redazioni “Nazionale”, “Esteri” e “Olimpiadi 2008”. Nel 2009 ho fatto uno stage alla redazione romana della Gazzetta dello Sport e nel 2010 uno stage nella redazione giornalistica di RDS. Ho conseguito un diploma di “Dizione e fonetica”, con il doppiatore Rai Alberto Lori. Ho partecipato ai seminari di formazione annuali, nel 2008 e 2009, organizzati dalla Comunità di Capodarco e dall’agenzia Redattore sociale. Ho preso parte al seminario “Mass media, salute e Migrazioni”, presso l’ospedale Bambin Gesù. Mi interesso di sport, cronaca nera, cinema e sociale.