Consultazioni: Renzi vs Grillo, tutti i punti deboli dei due contendenti

GrilloRenziL’ANALISI – Beppe Grillo in un faccia a faccia con Matteo Renzi. Il tutto in diretta streaming, quindi con le telcamere accese, davanti al popolo grillino. E se Beppe Grillo ha sempre rifiutato contraddittori e telecamere dove un qualsivoglia giornalista poteva metterlo in difficoltà, davanti al leader Pd le difficoltà oggi non saranno certo minori. Anzi.

A falsare tutto, la fantomatica diretta streaming che trasformerà l’incontro in uno show: Grillo non può perdere la faccia ed essere smentito davanti ai suoi proprio nel primo faccia a faccia con il tanto vituperato neosegretario Pd, Renzi non aspetta altro che guadagnare consensi proprio tra i Cinque Stelle delusi.

Il rischio per Beppe Grillo è alto. Sia per la loquela di Renzi che per la capacità di essere – a modo suo – uomo avvezzo ai botta e risposta, alle telecamere, alla retorica politica. Come ha già fatto in precedenza sulle tematiche su cui da sempre i grillini (e Grillo) hanno fuggito il dialogo, Renzi potrebbe inchiodare il comico del Movimento 5 Stelle al non-fatto, all’immobilismo quanto ad azione di governo, alle pagliacciate in aula e alle occupazioni, ricordando al comico la pecca forse più grande: avrebbero potuto condizionare in modo definitivo le politiche del governo soprattutto all’epoca di Pierluigi Bersani quando – come fece Casini nel 1994 con Berlusconi – i grillini potevano essere l’ago della bilancia della politica e cambiare davvero il Paese con le loro idee e proposte. Hanno invece scelto di occupare, salire sui tetti, esporre stiscioni. Renzi poi chiederà probabilmente a Grillo dei punti concreti da concordare quanto al programma: idee, proposte, punti programmatici.

I punti deboli di Renzi, invece, sono a tutti noti: le promesse mancate (e Diritto di Critica ha dedicato un post proprio alla lunga serie di dichiarazioni smentite dai fatti), la campagna elettorale incentrata su una rottamazione che si è verificata solo in parte, i procalama contro le larghe intese. Certo, quanto a contraddizioni nemmeno Grillo scherza, su molti argomenti ha detto tutto e il contrario di tutto, a partire proprio dalla legge elettorale.

La giornata di oggi, quindi, rischia di essere uno spartiacque per Grillo, smentito ieri dalla base a Cinque stelle proprio sulle consultazioni: chi ha votato il MoVimento guidato dal comico vuole che i parlamentari sonoramente pagati e sovvenzionati con i soldi pubblici smettano di star lì a far chiasso ma inizino a entrare nella macchina del governo per condizionarla, per cambiare davvero le cose, come promettono da mesi. Ma Grillo accetterebbe mai di accordarsi con “Renzie”?

Twitter@emilioftorsello

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress

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