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Diritto di critica | December 13, 2019

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Terremoto a Roma, i precedenti del passato e l’impreparazione del Comune nel presente

Terremoto a Roma, i precedenti del passato e l’impreparazione del Comune nel presente

Roma è vuota nel sottosuolo, siamo al sicuro, il terremoto non è un nostro problema”..Quante volte i cittadini della capitale hanno risposto così a chi, preoccupato che le scosse potessero riguardare il centro Italia, si è interrogato sulle possibili conseguenze di un terremoto a Roma. La Storia è ricca di riferimenti a sismi devastanti nella capitale. Alcune iscrizioni parlano della ricostruzione di parte del Colosseo nel V o VI secolo d.C., per opera di un console romano di nome Decio Mario Venanzio Basilio. Il terremoto aveva distrutto diverse colonne nei chioschi che circondavano l’arena, circa 20 in tutto o probabilmente di più. Crollarono, inoltre, gradinate e balaustre e intere sezioni dei sotterranei andarono distrutte.

L’iscrizione, che certifica la ricostruzione del Colosseo da parte di Decio, si trova non lontano dall’entrata e reca la dicitura “danno causato dalla violenza di un terribile terremoto”. Nonostante la composizione del terreno non favorisca l’insorgere di terremoti e l’attività vulcanica sia lontana, non sono stati pochi i sismi nel tempo, anche di entità minore, che hanno provocato danni alla città e alla popolazione di Roma. Nel 15 d.C. un terremoto fece crollare parte delle mura serviane. Nell’ 801, un altro sisma ha abbattuto parte del tetto della Basilica di San Paolo. Nel 1044, la città tremò talmente tanto da far suonare le campane delle chiese. Il più grande sisma che si ricordi, e descritto anche dal Petrarca, è quello avvenuto nel 1349, nel quale “gli antichi edifici trascurati dai cittadini e ammirati dai pellegrini, caddero”. Il violento terremoto danneggiò le basiliche di San Pietro e Paolo, fece crollare la parte superiore della Torre Conti e, probabilmente, porzioni del muro meridionale del Colosseo (utilizzato fino a quel momento come un’arena e, in seguito, come cava di travertino).

In più di 2700 anni di storia, a Roma si sono registrate solo tre vittime dovute al terremoto. Tutte nel 1812, quando una casa vicino alla Basilica di San Paolo crollò con dentro i suoi abitanti (il numero dei morti, però, potrebbe essere superiore rispetto al numero registrato). Geograficamente, la gran parte delle scosse proviene da più di 80 chilometri, laddove la catena degli Appennini è instabile. Quando arrivano le onde d’urto, però, l’intensità è attenuata e non provoca danni consistenti. Ciò non vuol dire, però, che Roma sia totalmente immune dai rischi di un sisma. I danni provocati da un terremoto dipendono da due elementi: l’energia rilasciata nello slittamento delle placche continentali e la capacità di assorbimento del colpo. Gran parte della città di Roma è costruita su depositi alluvionali del Tevere e dei suoi affluenti. A determinate condizioni, sabbia e argilla possono amplificare la potenza di un’onda sismica. Non è un caso che la parte a sud del Colosseo abbia subito i danni maggiori, perché si trova su un tipo di terreno meno solido rispetto al resto del monumento.

Roma moderna fu costruita, in gran parte, nel periodo post-bellico nelle campagne circostanti. In molti quartieri della periferia sono stati edificati palazzi con molta fretta, spesso senza permessi o codici da rispettare. Secondo una statistica dell’Anaci (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) un edificio su tre in città non dispone di un’autentica certificazione di abitabilità.
La capitale sarebbe attrezzata per un’emergenza causata da un terremoto? Il Comune non ha predisposto alcun punto o centro di raccolta. La sensibilizzazione sul tema nelle scuole è allo stato embrionale. Nei luoghi di lavoro è inesistente. Il dibattito politico non contempla questa eventualità. Il precedente della nevicata a Roma (6-8 centimetri), lo scorso febbraio, ha destato più di qualche preoccupazione: traffico in tilt, taxi senza catene da neve, scuole e uffici pubblici chiusi per giorni. Nessuno aveva previsto un’emergenza che, poi, si è verificata.

 

Comments

  1. Federico

    “Alcune iscrizioni parlano dellaricostruzione di parte del Colosseo nel V o VI secolo a.C”d.C. magari eh, visto che il Colosseo è stato terminato nel I secolo d.C.

  2. Colinondr

    Il Colosseo è stato costruito nel I secolo d.C. Com’è possibile che sia stato “ristrutturato” 600 anni prima???

  3. Giancarlo De Palo

    Beh Alessandro, hai ragione, ma non facciamo i “cestarielli”, come si dice a Napoli!

  4. Popsylon

    Se non trivellano da quelle parti si può star sicuri.  A meno che non salti la caldera dei Campi Flegrei ma allora son cazzi per tutti. Il Colosseo non è stato costruito nel V sec a.C ma nell’ 80 d.C