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Diritto di critica | December 3, 2021

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Istruzione femminile in Pakistan, la ricetta per sconfiggere i talebani

“L’istruzione scolastica femminile è la migliore arma per combattere i talebani”. Il presidente pachistano Ali Zardari indica la strategia culturale più adatta per operare un cambiamento nella società. A Parigi, presso la sede dell’Unesco, il presidente pachistano ha sottolineato lo sforzo economico che il suo paese sta intraprendendo per il miglioramento dell’istruzione femminile destinando 10 milioni di dollari. L’evento è stato organizzato per ricordare una delle figure più coraggiose nella lotta per i diritti civili in Pakistan e per il diritto allo studio, Malala Yousafzai,  recentemente ferita in un attacco sul pullman scolastico sul quale viaggiava lo scorso 9 ottobre. All’età di 13 anni, Malala divenne celebre per il suo blog, scritto per l’emittente britannica Bbc, sul quale la studentessa ha documentato il regime contrario ai diritti delle donne, si è espressa contro i talebani e la loro occupazione militare nel distretto dello Swat, a prevalenza etnia Pashtun, dove, con un editto, è stato bandito il diritto allo studio per le donne.

E’ stata nominata anche per l’International Children’s Peace Prize, il premio assegnato da KidsRights Foundation per la lotta ai diritti dei ragazzi. Il 9 ottobre scorso, in seguito all’attacco terroristico, Malala è stata ricoverata all’ospedale militare di Peshawar, dove è riuscita a salvarsi grazie a un intervento chirurgico che le ha rimosso diversi frammenti di proiettili. Il portavoce dei talebani in Pakistan, Ihsanullah Ihsan, ha rivendicato la paternità dell’attentato in quanto la ragazza “è il simbolo degli infedeli e dell’oscenità”. La comunità internazionale si è schierata contro i talebani in Pakistan, un paese che ha visto aumentare la militanza islamica negli ultimi dieci anni.

Il presidente Zardari ha incontrato la giovane studentessa sabato scorso all’ospedale di Londra dove è stata trasferita, mostrandosi entusiasta per i progressi definiti “soddisfacenti”. Non ho dubbi – ha precisato ieri Zardari – che la nostra volontà di istruire milioni di studentesse rappresenti la scelta migliore per contrastare la violenza e il fondamentalismo”. Il presidente, riferendosi ai 10 milioni di dollari, non ha chiarito, però, quali saranno le fonti di finanziamento dalle quali verranno i soldi. Tuttora, secondo l’Unesco, sono circa 61 milioni i bambini in tutto il mondo, in età scolare. Di coloro che non frequentano gli istituti, i due terzi sono rappresentati da bambine. In Pakistan, la metà delle donne in aree rurali non frequenta la scuola.

Il segretario di stato statunitense, Hillary Clinton, intervenuto in collegamento video all’evento dell’Unesco, ha precisato che una maggiore istruzione significherebbe minori probabilità che divengano “spose bambine” e maggiori possibilità di sostenere le proprie famiglie. “Colmare il divario nell’istruzione – ha ammonito Hillary Clinton – è una prescrizione potente per la crescita economica. Ma in tutto il mondo le donne devono affrontare ostacoli enormi per ottenere una formazione adeguata”.