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Diritto di critica | May 13, 2021

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Putin a favore di Assange, ma in Russia regna la censura - Diritto di critica

Putin a favore di Assange, ma in Russia regna la censura

Vladimir Putin è in realtà un difensore del diritto di parola e del dissenso. Basterebbe solo questa frase per avere una notizia esclusiva, da diffondere nei principali network mondiali di informazioni. Tranne quelli russi, ovviamente. Rispondendo a una domanda sui diritti umani nel suo Paese, il Primo ministro della Federazione russa ha espresso dubbi sul caso Wikileaks e l’arresto del suo fondatore Julian Assange: «Se si parla di democrazia, occorre che sia totale. Perché è stato messo Assange in prigione? È questa la democrazia?»; e ancora: «Bisogna cominciare a spazzare davanti alla propria porta. Giro la palla ai colleghi americani».

Dilungarsi sul perché un dubbio che tutti noi abbiamo avanzato in questi giorni perda totalmente di valore se pronunciata dall’ex presidente russo comporterebbe un post di centinaia di migliaia di parole. Ci limiteremo a ricordare alcuni dei casi più eclatanti della gestione repressiva condotta da Putin nei confronti dei propri dissidenti, conosciuti grazie alle denunce di giornalisti coraggiosi e osservatori internazionali come Amnesty International (rapporti 2008, 2009 2010).

Su tutti, ci (dis)piace ricordare i casi dei rastrellamenti sistematici nei villaggi ceceni e il terribile episodio del teatro Dubrovka di Mosca (2002), luogo in cui 40 militanti ceceni tennero in ostaggio 850 civili e il Governo russo decise di utilizzare le sue forze speciali che, dotate di un gas nervino, sterminarono 39 terroristi e un numero imprecisato di rapiti (dai 120 ai 200). L’agente chimico utilizzato non fu mai identificato dall’inchiesta ufficiale, nata per determinarne l’utilizzabilità in casi di emergenza e i danni a lungo termine e definitivamente bloccata nel 2007. E ancora, le contestazioni di Sergej Kovalyev contro la «frode politica» da parte di Putin, accusato di brogli e repressione dei suoi avversari, come i divieti per i cortei organizzati dall’ex campione di scacchi Garri Kasparov.

Si può citare anche il terribile massacro dei bambini della scuola di Beslan, in Ossezia, nel settembre 2004, provocato ancora una volta dall’irruzione delle forze russe intervenute per liberare l’edificio dai fondamentalisti islamici e i separatisti ceceni che lo avevano occupato. Anche in quel caso, il bilancio fu sanguinosissimo, con oltre 300 dei 1000 ostaggi morti, tra cui 180 bambini e centinaia di feriti, orfani e mutilati. Unanime fu il dissenso espresso dalla comunità internazionale.

Dalle stragi agli avvelenamenti. L’ex agente sovietico, poi dissidente, Aleksandr Litvinenko, è morto per avvelenamento da polonio-210. Un decesso anomalo arrivato poco dopo le dichiarazioni della stessa spia che aveva indicato in Putin il mandante (ufficialmente oggi ancora ignoto) dell’uccisione di Anna Politkovskaja, tra le più grandi contestatrici del Governo e dell’esercito nella Federazione russa per la totale mancanza di rispetto dei diritti umani. La vita della giornalista, stroncata nel 2006, fu costellata di continue minacce  a causa dei suoi libri sull’inumanità delle pratiche russe, specialmente in Cecenia.

«Sapete cosa dicono i nostri contadini: se la mucca di un altro muggisce, è meglio che la tua taccia». E’ stata la chiusa di Vladimir Putin al giornalista australiano. Un detto che volentieri rimandiamo al mittente.

Comments

  1. Leonardo

    La stragrande maggioranza dei commentatori di questa notizia ha toppato clamorosamente il bersaglio.

    la differenza abissale fra paesi democratici (usa ed unione europea) e non democratici (iran, corea del nord, russia, cina) sta nel fatto che il primo blocco si FREGIA del titolo di paesi democratici, mentre i secondi non lo sono, e non ne fanno mistero.

    Chi è peggio quindi? ma il primo gruppo, naturalmente. Tutti contro assange: è questa la democrazia di cui si farebbero portatori? Putin sa benissimo che la russia non è un paese democratico, non ha mai sostenuto che lo fosse. Non si è mai riempito la bocca di belle parole.

    Ed è quindi questo il rimbrotto di putin ai cosiddetti paesi democratici. Si possono ancora definire tali oppure non si differenziano dall’iran, dalla cina che incarcera i dissidenti?

    No, non si differenziano. Quindi è meglio che siano i paesi democratici a starsene zitti, o la smettano di definirsi tali, non che stia zitto Punti. Lui ha perfettamente ragione.

    La cosa è tanto evidente quanto banale ma pochissimi l’hanno veramente capito. Poveri voi.

  2. Gianvito Rutigliano

    Sono indecenti coloro che accusano Assange di chissà quali nefandezze. Come coloro che combinano questo nel loro Paese. E non credo che, a domanda, Putin risponderebbe “Ovvio, sono un dittatore, non siamo affatto una democrazia”.

    • s.m.

      Il fatto da rimarcare è che Putin non deve difendere un’idea di democrazia. E tanto meno di esportazione della stessa. Ecco perché ha fatto bene. Non sono forse gli ‘occidentali’Il fatto da rimarcare è che Putin non deve difendere un’idea di democrazia. E tanto meno di esportazione della stessa. Ecco perché ha fatto bene. Non sono forse gli ‘occidentali’ che vanno in giro esportando a piene mani democrazia? Non sono forse gli Americani che mettono sotto embargo Cuba, solo perché essa ha cacciato il loro dittatore preferito (Batista) e i mafiosi che gestivano l’isola caraibica come se fosse un bordello? E allora, se vogliono essere PARI alle loro ambizioni, poi non possono mettere in galera Assange. Non si stanno dimostrando, i ‘nostri’ campioni della democrazia, migliori dell’Iran e della Cina. Quindi Putin, figlio di buona donna ma non stupido, ha fatto bene a mollare questo calcio sugli stinchi. Poi parliamo di porcherie russe? E allora Afghanistan, Irak, la Blackwater, la Hullyburton, la BP? Come le chiamiamo queste, ‘pietre miliari della civiltà occidentale’? SE vuoi essere d’esempio, allora ricordati sempre che ‘la parola conduce, ma l’esempio trascina’. In basso, se poi appoggi Israele vendendogli caccia JSF mentre nel frattempo continua ad opprimere i Palestinesi e a pianificare attacchi nucleari all’Iran, reo di volere sviluppare una capacità che Tel Aviv ha non da adesso, ma da circa 45 anni, senza che nessuno abbia fiatato.

  3. V3N0M

    prima di dire che la francia, l’inghilterra o gli usa non si differenziano dall’iran, dalla cina o dalla russia, vai a stare in questi ultimi paesi, prova a fare il bastian contrario e poi vieni a raccontarcela:-) se sei ancora vivo e libero, naturalmente..

    • Leonardo

      pare che da qualche giorno se si fa del giornalismo in un paese “libero” si viene sbattuti in una cella d’isolamento.

      Ah per quanto riguarda Beslan, la responsabilità del massacro fu praticamente dei terroristi (stiamo parlando di terroristi eh, mica polizia) e non tiriamo in ballo i fondamentalisti islamici perchè l’unico modo per trattare con loro è con le pallottole